Mediatore culturale



Mediatore culturale

DESCRIZIONE

Il mediatore culturale opera in ambito sociale, si fa carico di favorire una sorta di transizione culturale che impegna italiani e immigrati. Permette di inquadrare in maniera non conflittuale le nuove specificità culturali, favorire i percorsi di reciproco scambio e promuovere, sia tra gli italiani che tra gli immigrati, interventi di sensibilizzazione ed educazione alle prospettive interculturali.

Utilizza le proprie conoscenze linguistiche e culturali e la propria capacità relazionale ed empatica per meglio interpretare ed esprimere le caratteristiche e i bisogni dell’utenza in difficoltà (immigrati, soggetti in situazione di handicap, anziani, bambini e adolescenti a rischio di dispersione scolastica e in situazioni di adozione).

Compito principale del mediatore culturale è quello di offrire consulenza ai singoli utenti, per aiutarli a muoversi autonomamente nella nuova realtà di vita e di lavoro.

 

Durata: 600 ore distribuite in 100 gg lavorativi.

Requisiti d’accesso: Diploma di scuola superiore

Moduli didattici: Tecniche di comunicazione e gestione delle dinamiche di gruppo. Antropologia culturale e storia delle religioni. Metodi e tecniche di intervento di mediazione socio-culturale. Ambito linguistico. Educazione e mediazione interculturale. Tecniche di mediazione socio-culturale. Progettazione dell’Intervento psico-sociale e lavoro di rete. Diritto internazionale e diritti umani. Psicologia delle migrazioni. Teorie e tecniche di mediazione familiare. Normativa italiana sull’immigrazione e mediazione in ambito sanitario. Elementi di diritto penitenziario e mediazione penale. Stage

Legislazione in merito: Legge 845/78

Possibilità professionali: Affiancare l’équipe socio-sanitaria nella definizione di terapie e procedure sanitarie compatibili con la cultura di provenienza dell’utente; supportare l’attività di assistenza ad avvocati, difensori d’ufficio e magistrati; valorizzare nelle scuole le differenti culture, di cui sono portatori i bambini appartenenti alle minoranze etniche.

Pubblica amministrazione: anagrafe, uffici di relazione con il pubblico, centri per l’impiego, uffici speciali per l’immigrazione.

Settore socio-sanitario: ospedali, consultori, servizi di informazione socio-sanitaria, servizi di prevenzione e riduzione del danno.

Pubblica sicurezza: uffici stranieri delle Questure, Commissariati, Centri di accoglienza temporanea.

Servizi per l’integrazione: integrazione socio-culturale, mediazione abitativa; strutture socio-assistenziali pubbliche e private: centri di prima accoglienza, servizi di sostegno extracarcerari.

Può inoltre svolgere attività di formazione del personale italiano in servizio, che interagisce con gli stranieri.

 

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