Amministrazione, finanza e marketing



Amministrazione, finanza e marketing

Il riordino degli istituti tecnici ha previsto nel settore Economico uno specifico indirizzo “amministrazione, finanza e marketing”.

L’area amministrazione, finanza e marketing attraversa tutti i settori produttivi: riguarda attività che interessano qualunque organizzazione aziendale.

Sono i diplomi più richiesti dalle imprese: 75.900 assunzioni nel 2009, +1% rispetto all’anno precedente.

Le figure più ambite dal mercato del lavoro sono professionisti di grande apertura mentale, con capacità tecniche e culturali costantemente aggiornate, chiamati a proporre ed attuare soluzioni innovative, in grado non solo di mantenere l’azienda sul mercato, ma anche di migliorarne costantemente la performance.

Le diverse aree aziendali sono sempre più integrate, perciò le persone devono essere disponibili ad assumere nuovi ruoli organizzativi e a gestire nuove tecnologie per una diversa cultura del lavoro.

L’indirizzo amministrazione, finanza e marketing offre una solida base culturale e competenze tecniche per operare nel sistema aziendale, utilizzare gli strumenti per il marketing, gestire prodotti assicurativi e finanziari e lavorare nel settore dell’economia sociale.

 

Si impara a:

  • applicare i principi generali della programmazione e del controllo di gestione;
  • orientarsi e operare nei mercati finanziari;
  • operare nel sistema delle rilevazioni aziendali con una visione d’insieme;

 

Per comunicare con clienti, fornitori, colleghi che operano all’estero bisogna:

  • conoscere bene l’inglese e una seconda lingua;
  • conoscere i principi economici e giuridici nazionali, europei e internazionali;
  • tenersi costantemente aggiornati sulle nuove norme;

 

Ampio spazio all’informatica

Dopo il primo biennio, le competenze tecniche e professionali si sviluppano all’interno di duearticolazioni distinte:

1) relazioni internazionali per il marketing;

2) sistemi informativi aziendali;

 

Cambia il mondo del lavoro, cambia la società, cambiano i ragazzi, cambia anche la scuola che si riorganizza con il riordino degli istituti tecnici. A partire dal settembre del 2010 ci saranno due soli settori –economico e tecnologico – per un totale di 11 indirizzi.

 

Amministrazione, finanza e marketing è un indirizzo del settore economico. 

Un ruolo cruciale hanno i laboratori, ma anche gli ambienti di lavoro dove ogni alunno frequenta stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro.

Le ore settimanali saranno meno che nel passato: 32 a settimana, ma saranno ore effettive di 60 minuti.

In totale, 1056 ore di scuola all’anno.

Al diploma si arriva in cinque anni: i primi quattro suddivisi in due bienni e un quinto anno finale.

 

Gli apprendimenti sono articolati in:

– un’area di insegnamento generale, con discipline comuni agli indirizzi del settore

– aree di indirizzo specifiche, per formare le competenze tecniche e operative collegate agli

ambiti produttivi.

 

Nel primo biennio sono assunti come riferimento per le discipline i 4 assi culturali dell’obbligo di istruzione: dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico, storico-sociale.

L’area comune su quella d’indirizzo: 660 ore sulle 1056 totali.

Nei primi due anni, in tutti gli indirizzi, si studiano: italiano, inglese, storia, matematica, diritto ed economia, scienze della terra, biologia, scienze motorie e sportive, religione cattolica o attività alternative.

Fisica, chimica, geografia, economia aziendale, informatica e seconda lingua comunitaria sono discipline specifiche comuni ai due indirizzi del settore Economico.

Dal terzo anno aumentano le ore dedicate all’acquisizione delle capacità operative collegate a questo settore: economia aziendale, diritto ed economia politica.

Aumenta la quota oraria dell’area di indirizzo: 561 ore su 1056

Più stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro, e un’offerta formativa più flessibile e coerente con le esigenze del territorio e del mondo produttivo.

La scuola si apre alla collaborazione con le realtà esterne e si arricchisce dell’ausilio di esperti.

Grazie all’autonomia, gli istituti tecnici hanno l’opportunità di modificare fino al 20% dell’orario annuale delle lezioni per realizzare attività e insegnamenti facoltativi.

Dal terzo anno, possono essere introdotti spazi di flessibilità nelle aree di indirizzo (al 30% secondo biennio, 35% quinto anno), articolare eventuali opzioni che consentano di rispondere efficacemente a documentate richieste del territorio e del mondo del lavoro.

Le opzioni saranno inserite in un elenco nazionale, periodicamente aggiornato in base al monitoraggio e alla valutazione dei risultati.

Gli studenti scelgono le opzioni a conclusione del primo biennio.

Nel diploma finale, rilasciato con l’esame di Stato, sono certificate le competenze del profilo generale e quelle acquisite con le opzioni.

 

Ma perché le famiglie dovrebbero scegliere per i propri figli i percorsi degli istituti tecnici? Molti i vantaggi:

– maggiore probabilità di trovare lavoro e in tempi più brevi

– tassi di occupazione più alti

– remunerazioni più elevate

 

Per chi sceglie di proseguire gli studi negli istituti tecnici superiori – ITS – o nei corsi universitari coerenti con i diplomi tecnici, si aprono ulteriori prospettive occupazionali.

Secondo i dati Excelsior di Unioncamere, nella “top ten” delle figure più difficili da reperire ci sono gli addetti alla gestione, amministrazione e controllo, al marketing e alla comunicazione, alla consulenza fiscale, ai servizi commerciali. Per ogni uno trovato, e assunto, ne servirebbero tre.


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